Giovedì 10 Novembre, dalle ore 14.30 nello spazio Agorà del padiglione 11, Exposcuola ospiterà un incontro sul tema del femminicidio e della violenza contro le donne, in collaborazione con l’Università di Padova, dipartimento FISPPA, Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia Applicata

Perché le donne? Violenza in famiglia, femminicidi, violenza durante le migrazioni

Giovedì 10 Novembre – Ore 14.30 – Agorà del padiglione 11 ad Exposcuola

I protagonisti saranno ragazze e ragazzi di due istituti padovani che porteranno ad Exposcuola il loro percorso di studio ed analisi della violenza sulle donne. Tramite interventi e performance teatrali i ragazzi racconteranno la loro esperienza di studio e discussione di questo dramma sociale.

Con loro interverranno tre esperte dell’Università di Padova – Franca Bimbi, Angela Toffanin, Pamela Pasian – che fanno parte di un gruppo di ricerca che da parecchio tempo analizza il tema della violenza sulle donne.

Un tema di cui i mass media si sono occupati con insistenza nei mesi recenti in coincidenza con alcuni fatti di cronaca particolarmente cruenti. Il clamore dei media non ha coinciso con la possibilità di comprendere la complessità e le diverse sfaccettature del fenomeno. Ad esempio occorre sapere che il numero dei cosiddetti “femminicidi” è costante negli ultimi anni. “Quello che è in aumento – racconta Franca Bimbi, docente di sociologia all’Università patavina – sono i casi di suicidio degli uomini che hanno ucciso le compagne e, in alcuni casi, anche i figli”. Mentre è in diminuzione il numero degli omicidi in assoluto – che tradizionalmente coinvolge gli uomini – la stabilità del numero dei femminicidi ne accentua percentualmente la rilevanza.

“I maschi sono sottoposti a stimoli contraddittori – analizza la studiosa – da una parte la rappresentazione pubblica che li sollecita alla violenza e a ricoprire ruoli maschili tradizionali e, dall’altra, nell’intimità familiare, l’immagine predominante è quello di un uomo impegnato nella reciprocità di ruoli con la donna”. Le donne insomma sarebbero le prime vittime del sommovimento che sta mettendo in discussione ruoli e gerarchie sociali. Sommovimento generale di cui sono parte anche i processi migratori.

Che siano giovani ragazze e ragazzi ad occuparsi della tematica è un valore aggiunto: proprio loro sono più vulnerabili rispetto agli stereotipi veicolati dai media e con maggior difficoltà sono in grado di maneggiare la libertà in campo sessuale che gli è stata assegnata dai tempi che gli è capitato di vivere.

Per le sociologhe padovane la violenza sulle donne non è solo oggetto di analisi e studio: sono infatti impegnate nella promozione di un corso di perfezionamento denominato “Violenza di genere. Promozione di reti sociali e progettazione di campagne” che si propone l’obiettivo di attivare reti sociali in gradi di sensibilizzare su questi temi le comunità locali, attraverso la progettazione di percorsi comunicativi ad hoc.

La sfida è quella che le donne vittime di violenza – e prima fra tutte le più fragili, le donne immigrate – possano prendere la parola, coscienti dei propri diritti, denunciare e divenire protagoniste del loro riscatto.

L’incontro di Exposcuola promette di essere un vivace confronto tra studiosi e ragazzi e ragazze di alcune scuole superiori, che hanno approfondito il tema trattato, ciascuno impegnato nell’identificare percorsi per liberarci dalla violenza e dagli stereotipi su di essa.

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