Si può essere ragazzi consapevoli davanti alla cassa di un supermercato o di un qualsiasi negozio.
Consumare con un occhio alla difesa dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e alla legalità vuol dire dimostrare quotidianamente la propria forma di cittadinanza attiva e di presa di coscienza, di assunzione di responsabilità nei confronti della società. E si può fare con poco sforzo.

Di questa rivoluzione silenziosa si parlerà ad Exposcuola con Paolo Graziano, che racconterà ai ragazzi che cos’è il consumo critico, che cosa significhi praticarlo, che cosa implica scegliere una certa marca di jeans o di cioccolato.
Docente dell’Università di Padova, il prof. Graziano su questi temi ha scritto un libro assieme a Francesca Forno, dal titolo appunto Consumo critico, edito da il Mulino. Tale forma di cittadinanza responsabile riguarda soprattutto i giovani che, attraverso questa pratica, possono riattivare la partecipazione mentendo il cliché che li vorrebbe apatici e disillusi.

In realtà il consumo critico rappresenta una modalità di coinvolgimento in presa diretta delle sorti del mondo, travalicando i canali tradizionali della partecipazione – i partiti, i sindacati e associazionismo tradizionale – che difficilmente riescono più ad attrarre e tanto meno a rappresentare i giovani.
Inoltre, il consumo critico può innescare una modalità nuova e differente di fare “economia”, trasformando il consumo in una forma di azione che può sostenere filiere solidali e produzioni sostenibili. Aggrediti da mille messaggi che li vogliono consumatori onnivori delle nuove tendenze del mercato, i ragazzi possono, e sanno, dare messaggi dissonanti ripensando i propri stili di vita e di consumo scegliendo quale tipo di economia sostenere. Scegliendo il tipo di mondo nel quale vivere da grandi.
E consapevolezza è parola chiave anche quando si tratta di informarsi, specialmente su internet. Ecco perché a Exposcuola ci sarà spazio anche per una novità che parla italiano: il primo algoritmo in grado di scoprire una fake news sul web.
Una équipe di cinque ricercatori, di cui due laureati a Padova, distribuiti in quattro centri di ricerca, hanno messo a punto un software che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale in grado di distinguere una fake news sul web. Così come mezzo italiano è il nome del software: askPinocchio, che è anche il nome del sito (askpinocchio.com) dove è possibile sperimentarlo incollando il link della notizia sospetta e che il software verificherà.

A Exposcuola si inizierà da questo bell’esempio per parlare dell’intelligenza artificiale, delle sue potenzialità e delle possibilità che possa diventare il centro del percorso di studi e, un domani, del proprio lavoro.